Un libro scritto per raccontare un’emozione
Ci scrisse Siria, madre da poco di un bambino nato molto prematuro e che quindi aveva vissuto mesi di grande ansia e paura per la vita di suo figlio.
Desiderava trasformare in un libro illustrato tutte le cose vissute, le paure e le timide speranze, e le numerose e-mail con cui aveva tenuto aggiornati parenti e amici durante i primi mesi di vita del suo bambino. Voleva far vedere che il mondo non è grigio neanche quando è grigio, se tu lo guardi con lenti d’amore che colorano tutto.
La storia
Impossibile non sentirsi coinvolti nella storia di questo piccolino e dei suoi genitori, che avevano dovuto reggere alla paura di perdere il proprio figlio tanto atteso e sognato. Che avevano dovuto vederlo pieno di tubicini, dentro una termoculla, e toccarlo solo attraverso delle fessure nel vetro. Che piano piano l’avevano visto respirare da solo per qualche ora, attaccato alla sua mamma dentro un marsupio. 
La realizzazione del libro
Sistemai le mail inviate dalla mamma agli amici, dandogli una forma ironica e vivace. La storia, sin dalla notte del parto, era raccontata in prima persona dal bambino. Arricchii il tutto con un’introduzione e una conclusione dedicata al padre, cui il libro era rivolto. Le illustrazioni erano quanto di più buffo e furbetto si potesse realizzare, con mille colori. C’era il bambino con la mascherina da bandito che evadeva dall’ospedale al suo primo permesso; i dottori con i radar che lo cercavano tra le righe del libro; il papà con i pasticci che faceva per l’emozione; la mamma che leggeva sempre e non stava mai zitta. 
Il risultato finale
Il libro colpì al cuore il papà, che non dimenticherà mai i momenti vissuti ma anche la gioia che il suo bambino ha portato nella loro famiglia.
Da questa esperienza è nata una Onlus che sostiene i centri di rianimazione pediatrica e i piccoli prematuri, soprattutto fornendo libri e promuovendo la lettura presso le neo-mamme.
Il libro è stato distribuito come omaggio per i sostenitori.
