Spunti e idee

Storie incredibili e segreti svelati
Figura scheletrica incappucciata seduta a un tavolo di legno, mentre scrive su un libro aperto alla luce tremolante di una candela. Sullo sfondo si intravede un'ombra indistinta e un ritratto inquietante. L’atmosfera è cupa e opprimente, in stile horror gotico.

Come scrivere un libro o racconto horror: una guida per iniziare

Il viaggio della scrittura di un libro non è mai facile, se si vuole fare un lavoro degno di essere letto (e ricordato).

Per la paura è forse ancora più delicato.

Per questo vi lasciamo qui di seguito dei preziosi consigli, anzi un vero e proprio vademecum su come scrivere un libro horror, o un thriller.

Come vedrete, la maggior parte di queste tecniche vengono usate dai grandi autori, sia nella letteratura che nel cinema.

3 tipi di horror secondo Stephen King

Per scrivere bene il vostro racconto dell’orrore, o addirittura il vostro romanzo, è utile conoscere tre tipi di reazione che potete scatenare nei lettori, se imparate bene come si fa.

Stephen King ha analizzato le tipologie di scene che si possono trovare in un libro del terrore.

  1. Il disgusto. Il lettore lo prova se descrivete degli occhi cavati e scagliati contro una parete, o quando una schiuma verdastra densa di vermi accerchia il letto del personaggio.
  2. L’orrore. A scatenare l’orrore è l’innaturale, come uno scarafaggio viscido grande come un uomo, o un morto che salta fuori da una tomba. Sono cose che toccano una parte ancestrale di noi e possono portarci al limite della sopportazione.
  3. Il terrore. È qualcosa che minaccia anche se apparentemente non c’è niente di spaventoso. Gli oggetti di una casa sono a posto, ma il personaggio si accorge che sono stati spostati di un niente. Avverte una presenza, qualcosa che lo fa tremare.

Come scrivere un racconto horror senza sconfinare nel ridicolo

Nel raccontare la paura il rischio è quello di sbagliare il dosaggio e finire con il fare ridere invece che terrorizzare i lettori.

Per questo bisogna esercitarsi molto a portare sì il lettore fino al limite della paura, ma senza superarlo per non sfociare nel grottesco.

C’è un modo efficace per restare nei limiti, per sviluppare il vostro senso della misura nello scrivere un horror. 

Il macabro o il raccapriccio fini a se stessi non coinvolgono e non funzionano. 

Chiedetevi sempre a cosa vi serve quella scena, cosa volete far capire al lettore attraverso il disgusto che proverà. Si tratta dei pericoli delle reti cellulari, del disagio giovanile, della pena di morte?

Lo stesso Stephen King, se ci badate, non racconta mai nulla che non abbia una sostanza. Con It ha usato la paura per parlare della fragilità umana, per esempio. 

Ergo: dovete avere qualcosa da dire. Il terrore sarà il mezzo per dirlo.

Lo stesso senso della misura dovete averlo anche quando descrivete scene di orrore. Ricordate le tre tipologie? Parliamo di cose innaturali, abnormi, irreali come lo scarafaggio gigante. Così irreali che se non facessero paura farebbero ridere. 

Ecco, appunto, se il vostro scopo è spaventare, ponete grande attenzione al dosaggio, a non esagerare, neanche numericamente. 

Il libro non deve essere un susseguirsi nauseante di scene raccapriccianti, ma anzi deve alternare fasi di apparente tranquillità a improvvisi sbalzi di adrenalina, di quando in quando. Questa è tensione, questo piace ai lettori del genere horror.

Elementi narrativi da usare per scrivere un horror

Le condizioni di cui sto per parlarvi vi possono essere estremamente utili perché il vostro romanzo o racconto dell’orrore suscitino delle vere reazioni nei vostri lettori, evitando la noia.

  • La prima condizione è che i lettori si identifichino nel personaggio minacciato. Descrivetelo e fatelo conoscere, rendetelo simpatico e interessante, in modo che quando l’orrore, l’assassino, i ragni incomberanno su di lui ignaro e sereno, il lettore tremerà come se fosse al suo posto (thriller deriva da thrill, emozione, suspence, paura).
  • Seconda condizione è che la minaccia (che sia un mostro o un blob, o uno zombie) sia familiare al lettore. Il lettore deve sapere, prima del protagonista, quanto è terribile quello che sta sopraggiungendo. Potreste mostrare i suoi effetti orrendi su personaggi secondari, e far crescere via via la suspence mentre si avvicina al protagonista.
  • Terza condizione, ancora più spaventosa, è che ci siano momenti in cui sembra che la minaccia sia svanita o che il protagonista stia prevalendo, per esserne improvvisamente, inaspettatamente, smentiti. La minaccia appare di colpo, più terribile, più vicina… Vedete voi.

Perle da ricordare per scrivere un racconto o romanzo horror

  • Pensate a cosa vi fa paura. Pensate agli incubi più agghiaccianti che avete avuto.

Abbiate coraggio, guardateci dentro. 

È probabile che quelle cose facciano paura anche a molti altri.

  • Le cose di tutti i giorni, quelle abituali e innocue, certe volte sono terrificanti quanto i mostri.

Non per niente dei capolavori horror hanno come minaccia le bambole o come colonna sonora canzoncine per bambini. Cambiate degli elementi, e lo stesso oggetto che non dice niente in un contesto, farà rabbrividire in un altro.

  • Non sottovalutate il potere spaventoso delle cose che non si vedono, ma di cui si avverte la presenza o si intravede appena.

In fondo, sono paure che sperimentiamo tutti. Una luce che sfrigola, una porta che ci sembrava di aver chiuso, una folata di vento.

L’ultimo, straordinario, principale consiglio che vi diamo per scrivere un horror, è: esercitatevi.

Prendete ogni cosa che vi abbiamo detto in questo articolo e provate a farla.

Scrivete scene di suspence senza esagerare. Trovate un messaggio da far passare. Usate oggetti di tutti i giorni per creare orrore.

Scrivete, scrivete, scrivete.

Diventerete maestri. Ne siamo certi.

Se avete bisogno di noi, siamo qui per affiancarvi con la nostra esperienza!